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Un uomo buono al servizio silenzioso della Chiesa, dell’Ordine di Malta, della famiglia e della bellezza.

Un uomo buono al servizio silenzioso della Chiesa,  dell’Ordine di Malta, della famiglia e della bellezza.
09/12/2025

Lunedì 1’ dicembre, dopo una breve e crudele malattia, si è spento S.A.S. il Principe Alessandrojacopo Dragone Boncompagni Ludovisi Altemps, Ministro Consigliere dell’Ambasciata del Sovrano Militare Ordine di Malta presso la Santa Sede, che portava i cognomi di due famiglie che avevano dato alla Chiesa due Papi e un numero importante di Cardinali.
Alla famiglia Boncompagni apparteneva infatti Papa Gregorio XIII (1572-1585), promotore della riforma “gregoriana” del calendario e grande mecenate dell’arte e della cultura. I Ludovisi furono dal canto loro protagonisti della Roma barocca e diedero alla Chiesa Papa Gregorio XV (1621-1623). Nei secoli, Cardinali, diplomatici, amministratori e uomini di governo provenienti di entrambe le storiche famiglie contribuirono in modo molto significativo al prestigio internazionale della Santa Sede e dello Stato Pontificio.
Figlio del Principe Paolo, già Maestro delle Cerimonie del Gran Magistero dell’Ordine di Malta, Alessandrojacopo ne aveva ereditato una forte dedizione nei confronti dell’Ordine, che ha per quasi due decenni fedelmente e generosamente servito.
Accanto ai suoi impegni istituzionali, seguiva con passione l’azienda agricola di Fiorano, eccellenza riconosciuta nel mondo per i suoi vini, frutto di una visione che legava tradizione, territorio e innovazione. Il suo lavoro di produttore, lo faceva viaggiare per incontrare partner e clienti nei diversi continenti e far conoscere — con orgoglio misurato — quella produzione che sentiva come una responsabilità verso la terra e la storia della sua famiglia.
Nella sua grande generosità, aveva fatto dell’azienda agricola di Fiorano e della bellissima, grande e accogliente casa uno strumento che metteva al servizio dell’Ambasciata, organizzando incontri e colazioni per colleghi e visitatori che giungevano da altri paesi, per incontri, convegni e per la partecipazione a cerimonie in Vaticano
Amante dell’arte, aveva fondato una galleria di arte contemporanea a Roma, punto di incontro tra creatività emergente e dialogo culturale internazionale. Anche questa attività, così diversa nei mezzi rispetto alla diplomazia, rifletteva la sua personalità: apertura, curiosità, rispetto per il talento.
Nel suo servizio all’Ambasciata dell’ Ordine di Malta presso la Santa Sede, viveva con totale dedizione lo spirito dell’istituzione e compiva prodigi per contemperare il servizio con gli impegni familiari e di lavoro. Era molto popolare tra i colleghi delle altre Ambasciate e dagli interlocutori in Vaticano, che ne apprezzavano la gentilezza e l’apertura mentale.
Chi lo ha conosciuto sa quanto fosse riservato e quasi umile: non cercava visibilità alcuna, né vantaggi personali; la sua presenza era fatta di attenzione sincera e di ascolto.
Il tratto che più resterà nella memoria di chi gli ha voluto bene è proprio questa semplicità straordinaria, rara in un mondo che spesso confonde il prestigio con l’arroganza. Alessandrojacopo era un uomo di relazioni autentiche, di misura, di responsabilità. Un gentiluomo nel senso più pieno del termine.
La Gran Croce d’Onore e Devozione dell’Ordine, che il Gran Maestro, Frà John Dunlap ha voluto portargli nella sua casa a Piazza di Spagna ha rappresentato momento positivo, nelle ultime dolorose settimane e Alessandrojacopo l’ha ricevuta non come una normale, per quanto altissima, decorazione, ma come rafforzamento del vincolo che lo legava ad un Ordine Religioso. Il Consigliere Ecclesiastico dell’Ambasciata, Monsignor Marco Ceccarelli, gli è stato sino agli ultimi giorni vicino e gli ha fatto sentire la vicinanza di tutti e la presenza viva e i conforti della Chiesa.
Alessandrojacopo lascia la moglie Maria Carolina e due figli in tenera età, cui era profondamente legato. La sua era una nobiltà vissuta nella concretezza del quotidiano, nel lavoro, nella famiglia e nell’amicizia discreta. Il vuoto che lascia è grande e profondo.