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10/01/2025 Discorso di S.A.E. il Gran Maestro Fra’ John Dunlap al Corpo Diplomatico accreditato presso il Sovrano Militare Ordine di Malta

10/01/2025 Discorso di S.A.E. il Gran Maestro Fra’ John Dunlap al Corpo Diplomatico accreditato presso il Sovrano Militare Ordine di Malta
10/01/2026

Il Gran Maestro Fra’ John Dunlap ha tenuto oggi l’udienza di inizio anno con il Corpo Diplomatico accreditato presso il Sovrano Militare Ordine di Malta. L’udienza si è svolta presso la Villa Magistrale a Roma.
Dopo il discorso del Decano del Corpo Diplomatico, l’Ambasciatore del Camerun S.E. Antoine Zanga, il Gran Maestro ha pronunciato il suo discorso ricordando l’ampiezza dell’impegno diplomatico e umanitario dell’Ordine di Malta nel mondo.
L’Ambasciata presso la Santa Sede era rappresentata dall’Ambasciatore Zanardi Landi, da tutti i Consiglieri e dal Primo Segretario.
Di seguito il discorso completo di SAE il Gran Maestro:

Monsieur le Doyen du Corps diplomatique,
Eccellenze,
Signore e Signori,

È per me un immenso onore e una profonda soddisfazione darvi il benvenuto in questa giornata memorabile. Desidero esprimere la mia sincera gratitudine al Decano per l’allocuzione, di esemplare cortesia, che ha pronunciato a nome del Corpo Diplomatico.

Desidero iniziare esprimendo la mia profonda gratitudine per i sentimenti cortesi e l’alta considerazione manifestati nei confronti dell’azione diplomatica del Sovrano Ordine di Malta nel corso del 2025. In tale spirito, desidero altresì esprimere la nostra più sincera gratitudine all’Italia, Paese ospitante, con il quale il Sovrano Ordine di Malta intrattiene da lungo tempo un rapporto di stretta amicizia, fiducia reciproca e cooperazione esemplare.

L’anno appena trascorso è stato effettivamente di straordinaria intensità, segnato sia dal significato spirituale dell’Anno Santo sia da una transizione epocale nella vita della Santa Sede: la scomparsa di Sua Santità Papa Francesco e la successiva elezione di Sua Santità Papa Leone XIV. Questi eventi hanno profondamente segnato sia la vita della Chiesa universale sia la più ampia comunità internazionale.

Sua Eccellenza il Decano ha opportunamente ricordato le numerose missioni da me svolte nel corso dell’ultimo anno insieme alle Alte Cariche dell’Ordine. Queste attività hanno interessato diversi continenti e intendiamo fermamente mantenere tale slancio diplomatico anche nel 2026. In questa prospettiva, sono lieto di annunciare la convocazione, nel prossimo autunno, di una Conferenza Regionale per le Americhe che si terrà a Buenos Aires. In continuità con l’esperienza di Panama di due anni fa, tale incontro consentirà un coordinamento essenziale tra il Gran Magistero e le nostre entità regionali. All’indomani di questa conferenza, attendo con interesse di intraprendere una serie di visite ufficiali nei Paesi dell’Emisfero australe.

L’America Latina continua a rivestire un’importanza primaria nella storia dell’Ordine. Il nostro impegno storico nella regione, avviato nel periodo postbellico, si fonda sul contributo sociale duraturo delle associazioni nazionali. Sebbene gli scambi ad alto livello siano stati poco frequenti dalla visita privata del Gran Maestro Fra’ Andrew Bertie nel 1990, intendiamo rilanciare tali relazioni. Prevediamo pertanto un programma continuativo di visite ufficiali nei prossimi anni, esteso anche oltre l’Emisfero australe, a complemento della negoziazione di diversi accordi di cooperazione volti a rendere più efficienti le nostre iniziative umanitarie regionali.

L’Africa rimane una priorità fondamentale, e beneficia di investimenti significativi attraverso i programmi specializzati di Ordre de Malte France e di Malteser International. Tale impegno è stato recentemente ribadito dalla missione del Gran Ospedaliere in Camerun e dalle visite private del Gran Commendatore a Mauritius e Madagascar. È stato inoltre per me un grande onore accogliere presso il Palazzo Magistrale i Presidenti del Gabon e del Sudafrica. Esprimo la mia profonda gratitudine ai rispettivi Ambasciatori per aver reso possibili tali incontri; in particolare, desidero ringraziare Sua Eccellenza la Signora Nosipho Jezile. La visita del Presidente Ramaphosa, pur in assenza di relazioni diplomatiche formali, rappresenta una tappa significativa nei nostri rapporti bilaterali. Analogamente, le relazioni recentemente avviate con il Gambia e il Burundi hanno registrato rapidi progressi, ulteriormente confermati dal recente e proficuo incontro tra il Ministro degli Affari Esteri del Burundi e il Gran Cancelliere.

I nostri legami con il Medio Oriente restano centrali per la missione dell’Ordine. Abbiamo mantenuto un impegno costante e mirato con il Libano, come dimostrato dalla visita del Gran Cancelliere e dalla partecipazione a forum di alto livello, quali la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco e quelli tenuti presso la Villa Magistrale.

Nel contesto dell’attuale conflitto, l’Associazione libanese dell’Ordine ha dimostrato un coraggio esemplare nella risposta umanitaria, ricevendo un ampio riconoscimento da tutti i settori della società. Questo lavoro vitale è stato particolarmente riconosciuto dal Santo Padre durante la sua recente visita storica.

Per quanto concerne la devastante crisi in Terra Santa, la posizione dell’Ordine rimane ferma: abbiamo condannato con fermezza gli atti terroristici del 7 ottobre 2023, richiesto l’immediata liberazione degli ostaggi israeliani e ribadito la necessità del pieno rispetto del Diritto Internazionale Umanitario, a tutela dei civili e degli operatori umanitari. In collaborazione con il Patriarcato Latino, abbiamo fornito aiuti alimentari alla popolazione di Gaza City e rimaniamo pronti a inviare cliniche mediche non appena le condizioni operative lo consentiranno. Guardando al futuro, l’Ordine si impegna a partecipare agli sforzi internazionali di ricostruzione, in particolare a quelli promossi dall’Egitto, dall’Autorità Palestinese e da altri partner, con un’attenzione specifica ai bisogni sanitari ed educativi dei bambini orfani e malnutriti.

Le nostre preoccupazioni si estendono anche oltre Gaza. La situazione in Cisgiordania resta motivo di profonda apprensione. Le restrizioni alla libertà di movimento, le violenze ricorrenti e la persistente carenza di servizi essenziali continuano a gravare pesantemente sulla popolazione civile. Le nostre cliniche mobili non sono ancora in grado di operare nei villaggi beduini, mentre la popolazione di Betlemme soffre duramente a causa del crollo del turismo. L’Ospedale della Sacra Famiglia, gestito dall’Ordine di Malta, è una struttura fondamentale per l’assistenza materna e neonatale, che fornisce cure sanitarie di alta qualità a donne e neonati senza distinzione. Attualmente affronta significative difficoltà operative; tuttavia, l’Ordine rimane fermo nel suo impegno a garantire la continuità della sua missione.

Anche l’Ucraina ha rappresentato un importante ambito di intervento umanitario per l’Ordine di Malta. La nostra posizione è chiara e coerente: le ostilità devono cessare e i civili, così come le infrastrutture civili, devono essere pienamente protetti. La distruzione di abitazioni, ospedali, scuole e infrastrutture energetiche è inaccettabile. Garantire l’accesso umanitario, sostenere la ricostruzione e raggiungere una cessazione duratura delle ostilità devono essere priorità immediate, insieme agli sforzi diplomatici volti a percorrere il complesso cammino verso una pace giusta e duratura. In questo contesto, l’Ordine è pronto, qualora lo si ritenga utile, a mettere a disposizione le proprie risorse a sostegno di iniziative volte al dialogo, in uno spirito di umanità e nel pieno rispetto dei suoi principi di neutralità e imparzialità.

Ho fornito questa panoramica per due ragioni principali. In primo luogo, per sottolineare che l’azione diplomatica dell’Ordine di Malta si estende ben oltre l’Europa. Sebbene i miei viaggi dello scorso anno si siano concentrati prevalentemente in Europa, altri membri del Sovrano Consiglio hanno svolto missioni in diverse regioni e ho accolto numerosi interlocutori provenienti da tutto il mondo. L’Europa rimarrà naturalmente centrale nel nostro impegno diplomatico e diverse visite significative sono previste per la prima metà dell’anno.

In secondo luogo, l’azione diplomatica dell’Ordine deve sempre essere considerata in stretta connessione con la sua presenza umanitaria sul terreno, un impegno attentamente adattato alle esigenze specifiche di ciascun contesto, sia nelle economie avanzate sia nelle regioni colpite da gravi crisi umanitarie.

In conclusione, l’ampiezza del nostro impegno diplomatico, l’azione umanitaria coraggiosa intrapresa dall’Ordine in alcune delle crisi più gravi del nostro tempo — in particolare in Palestina, Libano e Ucraina — e la costante espansione delle nostre relazioni diplomatiche convergono verso un’unica conclusione: l’Ordine di Malta sta assumendo un ruolo sempre più globale.

Pur disponendo di risorse limitate, affrontiamo questa sfida con determinazione. L’istituzione nel 2025 del Consiglio Consultivo del Gran Cancelliere, che riunisce personalità di spicco del mondo imprenditoriale e scientifico, ha già prodotto risultati operativi concreti, in particolare nel settore della risposta alle emergenze.

Siamo fermamente convinti che il crescente ruolo internazionale dell’Ordine meriti un riconoscimento più pieno da parte della comunità internazionale. A tal fine, perseguiamo attivamente l’espansione della nostra rete diplomatica, senza precondizioni storiche, culturali o religiose. Parallelamente, stiamo registrando progressi costanti in Asia e nel Pacifico e guardiamo al futuro con fiducia.

In tutti i consessi internazionali continueremo a contribuire in modo costruttivo alle discussioni sulle grandi sfide globali, tra cui la tratta di esseri umani, la protezione dei rifugiati, la libertà religiosa, il dialogo interreligioso e il rispetto del diritto internazionale umanitario. In questo contesto, desidero ricordare il Memorandum d’Intesa recentemente firmato con il Kazakistan, volto a promuovere la coesione sociale e il dialogo attraverso iniziative congiunte.

Infine, aspiriamo a conseguire uno status all’interno delle Nazioni Unite che rifletta più accuratamente la natura e l’ampiezza delle attività dell’Ordine a livello mondiale. In questo sforzo, confidiamo nel vostro continuo e prezioso sostegno.

Concludendo, rivolgo a tutti voi, alle vostre famiglie e al personale delle vostre Ambasciate i miei più calorosi auguri per un anno sereno e prospero.

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