{"id":2281,"date":"2026-01-01T15:00:38","date_gmt":"2026-01-01T13:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/holyseeembassy.orderofmalta.int\/?post_type=news&#038;p=2281"},"modified":"2026-01-13T13:51:17","modified_gmt":"2026-01-13T11:51:17","slug":"gran-maestro-papa-leone-xiv-giornata-mondiale-pace","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/holyseeembassy.orderofmalta.int\/it\/notizie\/gran-maestro-papa-leone-xiv-giornata-mondiale-pace\/","title":{"rendered":"01\/01\/2026 &#8211; Il Gran Maestro scrive a Papa Leone XIV nella Giornata Mondiale della Pace"},"featured_media":0,"menu_order":0,"template":"","class_list":["post-2281","news","type-news","status-publish","hentry","news_categories-notizie"],"acf":{"hidden_news":"no","evidence":"yes","focus_on":"no","breaking":"yes","news_cover":{"id":2287,"url":"https:\/\/holyseeembassy.orderofmalta.int\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/01\/00442_08122025-2048x1365-1-e1768305060624.jpg"},"cover_image_copyrighted":false,"news_content":"<p>In occasione della 59\u00b0 Giornata Mondiale della Pace, il tema del messaggio di Papa Leone XIV, \u00abLa pace sia con tutti voi: verso una pace \u201cdisarmata e disarmante\u201d\u00bb, \u00e8 un invito a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull\u2019amore e sulla giustizia.<\/p>\n<p>Di seguito il testo messaggio di Sua Santit\u00e0 per la 59esima Giornata Mondiale della Pace, 1\u00b0 gennaio 2026<\/p>\n<p>\u201cLa pace sia con te!\u201d.<\/p>\n<p>Questo antichissimo saluto, ancora oggi quotidiano in molte culture, la sera di Pasqua si \u00e8 riempito di nuovo vigore sulle labbra di Ges\u00f9 risorto. \u00abPace a voi\u00bb ( Gv 20,19.21) \u00e8 la sua Parola che non soltanto augura, ma realizza un definitivo cambiamento in chi la accoglie e cos\u00ec in tutta la realt\u00e0. Per questo i successori degli Apostoli danno voce ogni giorno e in tutto il mondo alla pi\u00f9 silenziosa rivoluzione: \u201cLa pace sia con voi!\u201d. Fin dalla sera della mia elezione a Vescovo di Roma, ho voluto inserire il mio saluto in questo corale annuncio. E desidero ribadirlo: questa \u00e8 la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente.<\/p>\n<p>La pace di Cristo risorto<\/p>\n<p>Ad aver vinto la morte e abbattuto i muri di separazione fra gli esseri umani (cfr Ef 2,14) \u00e8 il Buon Pastore, che d\u00e0 la vita per il gregge e che ha molte pecore al di l\u00e0 del recinto dell\u2019ovile (cfr Gv 10,11.16): Cristo, nostra pace. La sua presenza, il suo dono, la sua vittoria riverberano nella perseveranza di molti testimoni, per mezzo dei quali l\u2019opera di Dio continua nel mondo, diventando persino pi\u00f9 percepibile e luminosa nell\u2019oscurit\u00e0 dei tempi.<\/p>\n<p>Il contrasto fra tenebre e luce, infatti, non \u00e8 soltanto un\u2019immagine biblica per descrivere il travaglio da cui sta nascendo un mondo nuovo: \u00e8 un\u2019esperienza che ci attraversa e ci sconvolge in rapporto alle prove che incontriamo, nelle circostanze storiche in cui ci troviamo a vivere. Ebbene, vedere la luce e credere in essa \u00e8 necessario per non sprofondare nel buio. Si tratta di un\u2019esigenza che i discepoli di Ges\u00f9 sono chiamati a vivere in modo unico e privilegiato, ma che per molte vie sa aprirsi un varco nel cuore di ogni essere umano. La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l\u2019intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell\u2019eterno: mentre al male si grida \u201cbasta\u201d, alla pace si sussurra \u201cper sempre\u201d. In questo orizzonte ci ha introdotti il Risorto. In questo presentimento vivono le operatrici e gli operatori di pace che, nel dramma di quella che Papa Francesco ha definito \u201cterza guerra mondiale a pezzi\u201d, ancora resistono alla contaminazione delle tenebre, come sentinelle nella notte.<\/p>\n<p>Il contrario, cio\u00e8 dimenticare la luce, \u00e8 purtroppo possibile: si perde allora di realismo, cedendo a una rappresentazione del mondo parziale e distorta, nel segno delle tenebre e della paura. Non sono pochi oggi a chiamare realistiche le narrazioni prive di speranza, cieche alla bellezza altrui, dimentiche della grazia di Dio che opera sempre nei cuori umani, per quanto feriti dal peccato. Sant\u2019Agostino esortava i cristiani a intrecciare un\u2019indissolubile amicizia con la pace, affinch\u00e9, custodendola nell\u2019intimo del loro spirito, potessero irradiarne tutt\u2019intorno il luminoso calore. Egli, indirizzandosi alla sua comunit\u00e0, cos\u00ec scriveva: \u00abSe volete attirare gli altri alla pace, abbiatela voi per primi; siate voi anzitutto saldi nella pace. Per infiammarne gli altri dovete averne voi, all\u2019interno, il lume acceso\u00bb.<\/p>\n<p>Sia che abbiamo il dono della fede, sia che ci sembri di non averlo, cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile. Prima di essere una meta, la pace \u00e8 una presenza e un cammino. Seppure contrastata sia dentro sia fuori di noi, come una piccola fiamma minacciata dalla tempesta, custodiamola senza dimenticare i nomi e le storie di chi ce l\u2019ha testimoniata. \u00c8 un principio che guida e determina le nostre scelte. Anche nei luoghi in cui rimangono soltanto macerie e dove la disperazione sembra inevitabile, proprio oggi troviamo chi non ha dimenticato la pace. Come la sera di Pasqua Ges\u00f9 entr\u00f2 nel luogo dove si trovavano i discepoli, impauriti e scoraggiati, cos\u00ec la pace di Cristo risorto continua ad attraversare porte e barriere con le voci e i volti dei suoi testimoni. \u00c8 il dono che consente di non dimenticare il bene, di riconoscerlo vincitore, di sceglierlo ancora e insieme.<\/p>\n<p>Una pace disarmata<\/p>\n<p>Poco prima di essere catturato, in un momento di intensa confidenza, Ges\u00f9 disse a quelli che erano con Lui: \u00abVi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la d\u00e0 il mondo, io la do a voi\u00bb. E subito aggiunse: \u00abNon sia turbato il vostro cuore e non abbia timore\u00bb (Gv 14,27). Il turbamento e il timore potevano riguardare, certo, la violenza che si sarebbe presto abbattuta su di Lui. Pi\u00f9 profondamente, i Vangeli non nascondono che a sconcertare i discepoli fu la sua risposta non violenta: una via che tutti, Pietro per primo, gli contestarono, ma sulla quale fino all\u2019ultimo il Maestro chiese di seguirlo. La via di Ges\u00f9 continua a essere motivo di turbamento e di timore. E Lui ripete con fermezza a chi vorrebbe difenderlo: \u00abRimetti la spada nel fodero\u00bb (Gv 18,11; cfr Mt 26,52). La pace di Ges\u00f9 risorto \u00e8 disarmata, perch\u00e9 disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novit\u00e0 i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono resi complici. La grande parabola del giudizio universale invita tutti i cristiani ad agire con misericordia in questa consapevolezza (cfr Mt 25,31-46). E nel farlo, essi troveranno al loro fianco fratelli e sorelle che, per vie diverse, hanno saputo ascoltare il dolore altrui e si sono interiormente liberati dall\u2019inganno della violenza.<\/p>\n<p>Sebbene non siano poche, oggi, le persone col cuore pronto alla pace, un grande senso di impotenza le pervade di fronte al corso degli avvenimenti, sempre pi\u00f9 incerto. Gi\u00e0 Sant\u2019Agostino, in effetti, segnalava un particolare paradosso: \u00abNon \u00e8 difficile possedere la pace. \u00c8, al limite, pi\u00f9 difficile lodarla. Se la vogliamo lodare, abbiamo bisogno di avere capacit\u00e0 che forse ci mancano; andiamo in cerca delle idee giuste, soppesiamo le frasi. Se invece la vogliamo avere, essa \u00e8 l\u00ec, a nostra portata di mano e possiamo possederla senza alcuna fatica\u00bb. [3]<\/p>\n<p>Quando trattiamo la pace come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Sembrano mancare le idee giuste, le frasi soppesate, la capacit\u00e0 di dire che la pace \u00e8 vicina. Se la pace non \u00e8 una realt\u00e0 sperimentata e da custodire e da coltivare, l\u2019aggressivit\u00e0 si diffonde nella vita domestica e in quella pubblica. Nel rapporto fra cittadini e governanti si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze. Molto al di l\u00e0 del principio di legittima difesa, sul piano politico tale logica contrappositiva \u00e8 il dato pi\u00f9 attuale in una destabilizzazione planetaria che va assumendo ogni giorno maggiore drammaticit\u00e0 e imprevedibilit\u00e0. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosit\u00e0 altrui. Infatti, la forza dissuasiva della potenza, e, in particolare, la deterrenza nucleare, incarnano l\u2019irrazionalit\u00e0 di un rapporto tra popoli basato non sul diritto, sulla giustizia e sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza. \u00abIn conseguenza \u2013 come gi\u00e0 scriveva dei suoi tempi San Giovanni XXIII \u2013 gli esseri umani vivono sotto l\u2019incubo di un uragano che potrebbe scatenarsi ad ogni istante con una travolgenza inimmaginabile. Giacch\u00e9 le armi ci sono; e se \u00e8 difficile persuadersi che vi siano persone capaci di assumersi la responsabilit\u00e0 delle distruzioni e dei dolori che una guerra causerebbe, non \u00e8 escluso che un fatto imprevedibile ed incontrollabile possa far scoccare la scintilla che metta in moto l\u2019apparato bellico\u00bb.<\/p>\n<p>Ebbene, nel corso del 2024 le spese militari a livello mondiale sono aumentate del 9,4% rispetto all\u2019anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del PIL mondiale. [5] Per di pi\u00f9, oggi alle nuove sfide pare si voglia rispondere, oltre che con l\u2019enorme sforzo economico per il riarmo, con un riallineamento delle politiche educative: invece di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, si promuovono campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e universit\u00e0, cos\u00ec come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza.<\/p>\n<p>Tuttavia, \u00abchi ama veramente la pace ama anche i nemici della pace\u00bb.\u00a0 Cos\u00ec Sant\u2019Agostino raccomandava di non distruggere i ponti e di non insistere col registro del rimprovero, preferendo la via dell\u2019ascolto e, per quanto possibile, dell\u2019incontro con le ragioni altrui. Sessant\u2019anni fa, il Concilio Vaticano II si concludeva nella consapevolezza di un urgente dialogo fra Chiesa e mondo contemporaneo. In particolare, la Costituzione Gaudium et spes portava l\u2019attenzione sull\u2019evoluzione della pratica bellica: \u00abIl rischio caratteristico della guerra moderna consiste nel fatto che essa offre quasi l\u2019occasione a coloro che posseggono le pi\u00f9 moderne armi scientifiche di compiere tali delitti e, per una certa inesorabile concatenazione, pu\u00f2 sospingere le volont\u00e0 degli uomini alle pi\u00f9 atroci decisioni. Affinch\u00e9 dunque non debba mai pi\u00f9 accadere questo in futuro, i vescovi di tutto il mondo, ora riuniti, scongiurano tutti, in modo particolare i governanti e i supremi comandanti militari, a voler continuamente considerare, davanti a Dio e davanti all\u2019umanit\u00e0 intera, l\u2019enorme peso della loro responsabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Nel ribadire l\u2019appello dei Padri conciliari e stimando la via del dialogo come la pi\u00f9 efficace ad ogni livello, constatiamo come l\u2019ulteriore avanzamento tecnologico e l\u2019applicazione in ambito militare delle intelligenze artificiali abbiano radicalizzato la tragicit\u00e0 dei conflitti armati. Si va persino delineando un processo di deresponsabilizzazione dei leader politici e militari, a motivo del crescente \u201cdelegare\u201d alle macchine decisioni riguardanti la vita e la morte di persone umane. \u00c8 una spirale distruttiva, senza precedenti, dell\u2019umanesimo giuridico e filosofico su cui poggia e da cui \u00e8 custodita qualsiasi civilt\u00e0. Occorre denunciare le enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che vanno sospingendo gli Stati in questa direzione; ma ci\u00f2 non basta, se contemporaneamente non viene favorito il risveglio delle coscienze e del pensiero critico. L\u2019Enciclica Fratelli tutti presenta San Francesco d\u2019Assisi come esempio di un tale risveglio: \u00abIn quel mondo pieno di torri di guardia e di mura difensive, le citt\u00e0 vivevano guerre sanguinose tra famiglie potenti, mentre crescevano le zone miserabili delle periferie escluse. L\u00e0 Francesco ricevette dentro di s\u00e9 la vera pace, si liber\u00f2 da ogni desiderio di dominio sugli altri, si fece uno degli ultimi e cerc\u00f2 di vivere in armonia con tutti\u00bb. \u00c8 una storia che vuole continuare in noi, e che richiede di unire gli sforzi per contribuire a vicenda a una pace disarmante, una pace che nasce dall\u2019apertura e dall\u2019umilt\u00e0 evangelica.<\/p>\n<p>Una pace disarmante<\/p>\n<p>La bont\u00e0 \u00e8 disarmante. Forse per questo Dio si \u00e8 fatto bambino. Il mistero dell\u2019Incarnazione, che ha il suo punto di pi\u00f9 estremo abbassamento nella discesa agli inferi, comincia nel grembo di una giovane madre e si manifesta nella mangiatoia di Betlemme. \u00abPace in terra\u00bb cantano gli angeli, annunciando la presenza di un Dio senza difese, dal quale l\u2019umanit\u00e0 pu\u00f2 scoprirsi amata soltanto prendendosene cura (cfr Lc 2,13-14). Nulla ha la capacit\u00e0 di cambiarci quanto un figlio. E forse \u00e8 proprio il pensiero ai nostri figli, ai bambini e anche a chi \u00e8 fragile come loro, a trafiggerci il cuore (cfr At 2,37). Al riguardo, il mio venerato Predecessore scriveva che \u00abla fragilit\u00e0 umana ha il potere di renderci pi\u00f9 lucidi rispetto a ci\u00f2 che dura e a ci\u00f2 che passa, a ci\u00f2 che fa vivere e a ci\u00f2 che uccide. Forse per questo tendiamo cos\u00ec spesso a negare i limiti e a sfuggire le persone fragili e ferite: hanno il potere di mettere in discussione la direzione che abbiamo scelto, come singoli e come comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Giovanni XXIII introdusse per primo la prospettiva di un disarmo integrale, che si pu\u00f2 affermare soltanto attraverso il rinnovamento del cuore e dell\u2019intelligenza. Cos\u00ec scriveva nella Pacem in terris: \u00abOccorre riconoscere che l\u2019arresto agli armamenti a scopi bellici, la loro effettiva riduzione, e, a maggior ragione, la loro eliminazione sono impossibili o quasi, se nello stesso tempo non si procedesse ad un disarmo integrale; se cio\u00e8 non si smontano anche gli spiriti, adoprandosi sinceramente a dissolvere, in essi, la psicosi bellica: il che comporta, a sua volta, che al criterio della pace che si regge sull\u2019equilibrio degli armamenti, si sostituisca il principio che la vera pace si pu\u00f2 costruire soltanto nella vicendevole fiducia. Noi riteniamo che si tratti di un obiettivo che pu\u00f2 essere conseguito. Giacch\u00e9 esso \u00e8 reclamato dalla retta ragione, \u00e8 desideratissimo, ed \u00e8 della pi\u00f9 alta utilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un servizio fondamentale che le religioni devono rendere all\u2019umanit\u00e0 sofferente, vigilando sul crescente tentativo di trasformare in armi persino i pensieri e le parole. Le grandi tradizioni spirituali, cos\u00ec come il retto uso della ragione, ci fanno andare oltre i legami di sangue o etnici, oltre quelle fratellanze che riconoscono solo chi \u00e8 simile e respingono chi \u00e8 diverso. Oggi vediamo come questo non sia scontato. Purtroppo, fa sempre pi\u00f9 parte del panorama contemporaneo trascinare le parole della fede nel combattimento politico, benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata. I credenti devono smentire attivamente, anzitutto con la vita, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome Santo di Dio. Perci\u00f2, insieme all\u2019azione, \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario coltivare la preghiera, la spiritualit\u00e0, il dialogo ecumenico e interreligioso come vie di pace e linguaggi dell\u2019incontro fra tradizioni e culture. In tutto il mondo \u00e8 auspicabile che \u00abogni comunit\u00e0 diventi una \u201ccasa della pace\u201d, dove si impara a disinnescare l\u2019ostilit\u00e0 attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono\u00bb. Oggi pi\u00f9 che mai, infatti, occorre mostrare che la pace non \u00e8 un\u2019utopia, mediante una creativit\u00e0 pastorale attenta e generativa.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, ci\u00f2 non deve distogliere l\u2019attenzione di tutti dall\u2019importanza della dimensione politica. Quanti sono chiamati a responsabilit\u00e0 pubbliche nelle sedi pi\u00f9 alte e qualificate, \u00abconsiderino a fondo il problema della ricomposizione pacifica dei rapporti tra le comunit\u00e0 politiche su piano mondiale: ricomposizione fondata sulla mutua fiducia, sulla sincerit\u00e0 nelle trattative, sulla fedelt\u00e0 agli impegni assunti. Scrutino il problema fino a individuare il punto donde \u00e8 possibile iniziare l\u2019avvio verso intese leali, durature, feconde\u00bb. [12]\u00c8 la via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale, smentita purtroppo da sempre pi\u00f9 frequenti violazioni di accordi faticosamente raggiunti, in un contesto che richiederebbe non la delegittimazione, ma piuttosto il rafforzamento delle istituzioni sovranazionali.<\/p>\n<p>Oggi, la giustizia e la dignit\u00e0 umana sono pi\u00f9 che mai esposte agli squilibri di potere tra i pi\u00f9 forti. Come abitare un tempo di destabilizzazione e di conflitti liberandosi dal male? Occorre motivare e sostenere ogni iniziativa spirituale, culturale e politica che tenga viva la speranza, contrastando il diffondersi di \u00abatteggiamenti fatalistici, come se le dinamiche in atto fossero prodotte da anonime forze impersonali e da strutture indipendenti dalla volont\u00e0 umana\u00bb. Se infatti \u00abil modo migliore per dominare e avanzare senza limiti \u00e8 seminare la mancanza di speranza e suscitare la sfiducia costante, bench\u00e9 mascherata con la difesa di alcuni valori\u00bb, a una simile strategia va opposto lo sviluppo di societ\u00e0 civili consapevoli, di forme di associazionismo responsabile, di esperienze di partecipazione non violenta, di pratiche di giustizia riparativa su piccola e su larga scala. Lo evidenziava gi\u00e0 con chiarezza Leone XIII nell\u2019Enciclica Rerum novarum: \u00abIl sentimento della propria debolezza spinge l\u2019uomo a voler unire la sua opera all\u2019altrui. La Scrittura dice: \u00c8 meglio essere in due che uno solo; perch\u00e9 due hanno maggior vantaggio nel loro lavoro. Se uno cade, \u00e8 sostenuto dall\u2019altro. Guai a chi \u00e8 solo; se cade non ha una mano che lo sollevi ( Eccl 4,9-10). E altrove: il fratello aiutato dal fratello \u00e8 simile a una citt\u00e0 fortificata ( Prov 18,19)\u00bb.<\/p>\n<p>Possa essere questo un frutto del Giubileo della Speranza, che ha sollecitato milioni di esseri umani a riscoprirsi pellegrini e ad avviare in s\u00e9 stessi quel disarmo del cuore, della mente e della vita cui Dio non tarder\u00e0 a rispondere adempiendo le sue promesse: \u00abEgli sar\u00e0 giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzer\u00e0 pi\u00f9 la spada contro un\u2019altra nazione, non impareranno pi\u00f9 l\u2019arte della guerra. Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore\u00bb (Is 2,4-5).<\/p>\n<p>Di seguito la lettera del Gran Maestro Fra\u2019 John Dunlap in risposta al messaggio di Papa Leone XIV per la 59esima Giornata Mondiale della Pace, 1\u00b0 gennaio 2026<\/p>\n<p>Beatissimo Padre,<br \/>\nl\u2019Ordine di Malta tutto, con i suoi Professi, i suoi Sacerdoti, componenti Laici, Volontari e Dipendenti, oltre che io stesso, abbiamo accolto con profonda attenzione e sincera gratitudine il Messaggio che Vostra Santit\u00e0 ha voluto indirizzare all\u2019umanit\u00e0 in occasione della LIX Giornata Mondiale della Pace.<br \/>\nLe Sue parole, illuminate dal Vangelo e dal Magistero dei Suoi Venerati Predecessori e sorrette da una profonda comprensione delle dinamiche del nostro tempo, costituiscono un richiamo esigente, tempestivo e necessario alla responsabilit\u00e0 morale delle persone, delle istituzioni e dei popoli.<br \/>\nA poco pi\u00f9 di un mese dalla scadenza del New START, ultimo accordo ancora in vigore per la limitazione delle testate nucleari in vigore tra Federazione Russa e Stati Uniti, il Messaggio risuona con particolare forza in una fase storica segnata da un riarmo diffuso e rapido a livello globale, da un linguaggio pubblico sempre pi\u00f9 polarizzato e da un clima di crescente accettazione dell\u2019idea del conflitto come esito inevitabile delle relazioni internazionali. La Storia insegna, con drammatica chiarezza che simili dinamiche hanno spesso preceduto grandi tragedie collettive.<br \/>\nL\u2019 Ordine di Malta, che pur ha una lunga e gloriosa tradizione di servizio in armi a tutela dei Pellegrini e della Cristianit\u00e0, condivide pienamente il monito di Vostra Santit\u00e0 avverso la progressiva normalizzazione della guerra nel discorso pubblico. Vostra Santit\u00e0 ha, a questo proposito, ricordato la responsabilit\u00e0 dei mezzi di comunicazione, chiamati a informare senza alimentare paure, odio o spirali belliciste. Quando il linguaggio mediatico rinuncia alla complessit\u00e0, quando riduce la realt\u00e0 a schemi manichei e la diplomazia a segno di debolezza, esso contribuisce \u2014 anche involontariamente \u2014 a preparare il terreno alla violenza. La pace ha invece bisogno di parole che aprano spazi di comprensione, non di narrazioni che chiudano ogni possibilit\u00e0 di mediazione.<br \/>\nIn questo contesto, emerge con particolare evidenza la responsabilit\u00e0 dei Governanti. In un momento in cui l\u2019Europa, pur segnata da una profonda tradizione di riconciliazione e di integrazione, fatica a esercitare un ruolo credibile di mediazione e di composizione dei conflitti, diventa urgente riscoprire la vocazione politica al servizio del bene comune e della pace. La leadership autentica non si misura nella capacit\u00e0 di assecondare le paure collettive, ma nel coraggio di proporre vie di dialogo, anche quando esse appaiono difficili o impopolari.<br \/>\nVostra Santit\u00e0 ha anche richiamato, con lungimiranza, il pericolo che si inneschi una vera e propria \u201cself-fulfilling prophecy\u201d, in quanto prepararsi costantemente alla guerra finisce per renderla pi\u00f9 probabile. Gi\u00e0 nel secolo scorso, autorevoli voci e persino un grande Presidente degli Stati Uniti, Dwight Eisenhower, ammonivano contro il rischio che interessi economici e industriali legati alla difesa acquisissero un peso sproporzionato nell\u2019orientare le scelte politiche, condizionando le priorit\u00e0 delle nazioni e riducendo lo spazio per soluzioni pacifiche. Questo rischio non appartiene a un solo Paese o a una sola epoca, ma si ripropone oggi, sotto forme diverse, in molte parti del mondo.<br \/>\nL\u2019 Ordine di Malta, fedele alla propria missione cos\u00ec come evoluta nei secoli, accoglie nel Suo Messaggio un appello pressante a resistere a queste derive. In quanto Ordine Religioso della Chiesa e, al contempo, soggetto di Diritto Internazionale impegnato in un\u2019azione umanitaria a livello globale, avvertiamo con particolare intensit\u00e0 la responsabilit\u00e0 di tradurre l\u2019appello di Vostra Santit\u00e0 in azione concreta: nel soccorso alle vittime dei conflitti, nella protezione dei civili, nella promozione del diritto umanitario e nel dialogo tra le nazioni, sempre al servizio della dignit\u00e0 della persona umana.<br \/>\nNel riaffermare la nostra filiale comunione con Vostra Santit\u00e0, assicuro che l\u2019Ordine di Malta continuer\u00e0 a operare, nei contesti pi\u00f9 fragili e dimenticati, quale strumento di carit\u00e0 operosa e di testimonianza silenziosa, ma perseverante di pace.<br \/>\nCon deferente ossequio, supplico una benedizione di Vostra Santit\u00e0 per il nostro Ordine e i suoi Volontari che quotidianamente servono i sofferenti in ogni parte del mondo.<br \/>\nDevotissimo in Cristo,<br \/>\nFra\u2019 John Dunlap<\/p>\n","news_gallery":"no","news_excerpt":"In occasione della 59\u00b0 Giornata Mondiale della Pace, il tema del messaggio di Papa Leone XIV, \u00abLa pace sia con tutti voi: verso una pace \u201cdisarmata e disarmante\u201d\u00bb, \u00e8 un invito a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull\u2019amore e sulla giustizia."},"news_categories":[{"id":17,"name":"Notizie","slug":"notizie","description":"","link":"https:\/\/holyseeembassy.orderofmalta.int\/it\/categorie-notizie\/notizie\/"}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/holyseeembassy.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie\/2281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/holyseeembassy.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie"}],"about":[{"href":"https:\/\/holyseeembassy.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/news"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/holyseeembassy.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/notizie\/2281\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/holyseeembassy.orderofmalta.int\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}